Riapre l’Edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Press 27 March 2017

Completato il restauro della tomba di Cristo, dopo un anno di lavori

Giusto in tempo per la Pasqua, turisti e pellegrini potranno ammirare di nuovo l’Edicola del Santo Sepolcro, che custodisce la tomba di Cristo, nella città vecchia di Gerusalemme. Dopo circa un anno di intensi lavori di restauro, l’intera struttura è stata consolidata per prevenire ed evitare danni dovuti a scosse di assestamento o violenti terremoti nella regione, come ad esempio l’ultimo che ha colpito la città nel 1927 e che l’aveva fortemente danneggiata. Il restauro è stato curato da un team specializzato della National Technical University di Atene.

L’Edicola, in marmo e calcare, è una struttura del XII secolo edificata su dei resti del IV secolo, posti al centro della Chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Il restauro del reliquiario ha richiesto particolari cure, dopo anni di esposizione ad agenti atmosferici come acqua e umidità nonché all’esposizione ai fumi delle candele.

Per la prima volta dal 1857, le comunità ortodosse, armene e francescane hanno finalmente raggiunto un accordo per la detenzione della custodia della Basilica, essenziale per procedere con i lavori di restauro. Gli ultimi lavori di consolidamento della Anástasis, infatti, risalivano a quelli progettati dagli inglesi nel 1947, che non riuscirono a portarli a termine proprio per via del mancato accordo tra le tre comunità cristiane.

A ottobre 2016, il team di restauro è entrato nella cripta del santuario, la camera mortuaria di Cristo, e ritrovato una lastra di marmo che ricopriva il letto su cui era stato posto il corpo di Gesù. Hanno scoperto poi altre due lastre di marmo: una datata al periodo Crociato del XIV secolo, e un’altra più antica, in marmo grigio, che proteggeva il letto funerario. Il mortaio sulla lastra risale, invece, al IV secolo, quando fu costruita la Chiesa per ordine dell’imperatore romano Costantino.

Visitatori e pellegrini, per la prima volta, potranno ammirare anche la pietra nuda dell’antica cripta attraverso una finestrella che è stata creata nelle mura di marmo del reliquiario.

 

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