I Calder Gardens aprono a Philadelphia il 21 settembre
Press 18 September 2025Immagini disponibili a questo link
I Calder Gardens, un nuovo e attesissimo spazio culturale dedicato alle opere di Alexander Calder, aprirà al pubblico il 21 settembre 2025.
Lungo il Benjamin Franklin Parkway, già sede di prestigiose istituzioni come la Barnes Foundation, il Rodin Museum e il Franklin Institute, “i Calder Gardens rafforzano ulteriormente la reputazione di Philadelphia come una delle città migliori in cui vivere e lasciarsi trasformare dall’arte”, afferma Marsha Perelman, President of the Trustees of Calder Gardens.
L’inaugurazione sarà preceduta, sabato 20 settembre, da Chaos and Kisses, una parata pubblica gratuita ideata dal celebre artista, compositore e musicista Arto Lindsay e organizzata da Juana Berrío, Marsha Perelman Senior Director of Programs di Calder Gardens.
Lungi dall’essere un museo tradizionale, i Calder Gardens sono concepiti come un “santuario urbano”, pensato per favorire la riflessione e la connessione personale con l’arte di uno degli artisti più influenti del XX secolo, originario di Philadelphia. Il complesso comprende un edificio progettato dallo studio di architettura vincitore del Premio Pritzker Herzog & de Meuron e un paesaggio di specie autoctone e floreali ideato dal rinomato paesaggista olandese Piet Oudolf. Inoltre, ospita una selezione a rotazione di capolavori curata dalla Calder Foundation di New York; in questo contesto, dove architettura e natura dialogano, i visitatori trovano una vasta gamma di opere di Calder sia all’interno che all’esterno. La selezione delle stesse cambierà gradualmente nel tempo, seguendo i ritmi naturali delle stagioni: alcune rimarranno esposte per anni, altre solo per pochi mesi, creando un ambiente in costante trasformazione che stimola l’osservazione attenta e le visite ripetute.
Il progetto combina gallerie illuminate naturalmente con un paesaggio dinamico che muta con le stagioni, offrendo un contesto ideale per l’esposizione dei mobiles, stabiles e sculture monumentali di Calder, presentati a rotazione dalla collezione della Calder Foundation.
“Apparentemente, mio nonno superava le norme stabilite facendo collassare la massa e mettendo la scultura in movimento”, spiega Alexander S. C. Rower, President of the Calder Foundation e nipote dell’artista. “Ma a un livello più profondo, esplorava come l’arte possa essere vissuta in un presente perpetuo – uno che si dispiega continuamente. L’architettura e i giardini ci invitano a intraprendere un percorso personale, a interpretare ciò che vediamo in modo unico, a usare più il cuore che la testa”, continua.
Diversamente dal modello museale tradizionale, in cui le opere sono accompagnate da etichette con titoli, date e testi interpretativi, i mobiles, gli stabiles, i dipinti e i disegni di Calder saranno esposti senza cartellini esplicativi. Lasciando che siano le opere a parlare da sole, Calder Gardens invita a un’esperienza aperta – incoraggiando i visitatori a rallentare e a entrare in relazione con l’arte di Calder in modo personale, secondo il proprio ritmo.
“Per questo incarico – dal sito, al mandato aperto, al processo progettuale – mi sono concentrato più sullo spazio che sulla forma, arrivando a esplorare aree sotterranee e a scoprire gli spazi definitivi della struttura”, afferma Jacques Herzog. “Calder Gardens incarna una sorta di architettura del ‘non-design’, che permette alle opere d’arte di esprimere la loro diversità e ambiguità in numerosi contesti spaziali differenti. È un luogo dove sedersi, passeggiare e osservare, sia la natura che l’arte, con la stessa naturalezza con cui ci si siede sotto un albero.”
“Ho progettato un paesaggio che risponde non solo alle condizioni specifiche del sito, ma anche all’adesione di Calder verso il movimento e il cambiamento come elementi distintivi della sua arte. Qui a Philadelphia, le sculture di Calder saranno poste in dialogo con giardini in costante evoluzione. Quelle opere e le piante che ho scelto e collocato si muoveranno nel tempo a velocità diverse, in relazione tra loro e con le stagioni, per molti anni a venire. Non vedo l’ora di osservare questo processo”, afferma Piet Oudolf.
Oltre alla stagione inaugurale, Calder Gardens presenterà performance, esperienze sonore, proiezioni, conferenze e altri eventi che collegheranno l’eredità innovativa dell’artista alla contemporaneità.
A partire da domenica 21 settembre, Calder Gardens sarà aperto al pubblico da mercoledì a lunedì, dalle 11 alle 17. Abbonamenti e biglietti sono già disponibili su caldergardens.org.