Moana Nui: Il grande oceano della Polinesia francese a Eudishow – un tuffo a Tahiti e le sue isole
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MOANA NUI: IL GRANDE OCEANO DELLA POLINESIA FRANCESE A EUDISHOW UN TUFFO A TAHITI E LE SUE ISOLE Il 16 febbraio alle 15 presso la sala Kappa, una presentazione dedicata alle meraviglie subacquee della Polinesia Francese a cura di Tahiti Tourisme, con la partecipazione dell’operatore subacqueo Ugo Mazzavillani da Rangiroa, in collaborazione con Mete Subacque, H20 e Air Tahiti Nui. Milano, 8 febbraio 2013 – Tahiti Tourisme, in collaborazione con la compagnia di bandiera Air Tahiti Nui, e con i tour operator specializzati in viaggi diving Mete Subacque e H2O Viaggi – entrambi espositori a Eudishow – presenta i fondali della Polinesia francese sabato 16 febbraio alle h.15 presso la sala Kappa a fieramilano (Rho). Moana nui: il grande oceano della Polinesia Francese è un evento che permetterà al pubblico dell’Eudishow di scoprire gli scenari spettacolari di Tahiti e le sue isole sopra e sotto l’acqua, e di pregustare immersioni indimenticabili, grazie alla ricchezza e varietà dei fondali delle 118 isole che compongono i suoi 5 arcipelaghi, brulicanti di vita con oltre 1.200 specie marine diffusi su 12.000 km di barriera corallina. L’unicità dei fondali polinesiani risiede anche nella possibilità di esplorarli in condizioni ottimali durante tutto l’anno: l’acqua mantiene sempre una temperatura costante tra i 25 e i 30° C, garantendo quindi un’eccezionale trasparenza e visibilità fino a 40 metri. La Polinesia francese è una meta sub perfetta anche per i neofiti, che possono effettuare immersioni in tutta sicurezza: all’interno della laguna, ad esempio, in assenza di correnti. I cinque arcipelaghi della Polinesia Francese presentano caratteristiche morfologiche molto diverse fra loro: isole vulcaniche si alternano ad atolli, alcune fra esse hanno aspre scogliere, altre ancora cristalline lagune. Ogni isola racchiude in sé un universo di fauna e flora sottomarina del tutto unico, e ognuna di esse presenta scenari diversi a seconda della tipologia di immersione da effettuare: nelle pass, immersioni oceaniche, pelagiche, o immersioni in laguna. Ogni isola rappresenta una scoperta sempre nuova, a seconda del periodo dell’anno e della zona in cui ci si immerge.. I centri diving presenti in Polinesia francese mettono a disposizione dei sub attrezzature moderne e assistenza medica e organizzano corsi per tutti i livelli, accettando diplomi internazionali quali PADI, NAUI, SSI o dando la possibilità di conseguire i brevetti fino a 60 m di tutti i livelli. Agli amanti del mare, Tahiti Tourisme mette a disposizione la Tahiti diving guide che consente di conoscere al meglio la fauna e la flora marina polinesiana, i vari arcipelaghi e i diving center, i migliori spot e i suggerimenti per godere appieno delle immersioni nelle acque polinesiane. Informazioni sui brevetti e la sicurezza completano l’offerta, assieme a un utile schema che illustra i movimenti della fauna marina nei vari arcipelaghi a seconda del periodo dell’anno. Tahiti Tourisme – Italia Ente del Turismo della Polinesia Francese c/o AIGO Piazza Caiazzo 3 – 20124 Milano tel. (39) 02 66980317; fax (39) 02 6692648 web-site: www.tahiti-tourisme.it Diventa fan di Tahiti Tourisme su facebook Ufficio stampa: Sara Cusmà, Monica Tagliabue s.cusma@tahiti-tourisme.it, m.tagliabue@tahiti-tourisme.it Tel. 02 669927.241 – 02 669927.229 TAHITI TOURISME – Ente del Turismo Polinesia Francese c/o AIGO Tahiti Tourisme è un Gruppo di Interesse Economico creato nel dicembre 1992, sotto la supervisione del Ministero del Turismo della Polinesia Francese. Tahiti Tourisme ha l’obiettivo di promuovere Tahiti e le sue Isole in tutti i suoi aspetti, dallo sviluppo dell’industria turistica all’aumento dei flussi turistici verso questa destinazione, a livello locale, regionale ed internazionale. In tal senso, Tahiti Tourisme opera a stretto contatto con le istituzioni e l’industria turistica locale. Dal 2000, Tahiti Tourisme ha affidato la rappresentanza italiana ad AIGO. |

Milano, 30 novembre 2012 – Misteriosi relitti di navi naufragate nei secoli scorsi si nascondono tra i fianchi vulcanici e la colorata barriera corallina di Barbados, habitat naturale di numerose specie marine come coralli, spugne, crostacei, tartarughe Hawsbill, barracuda e murene. L’isola offre agli amanti del mare più di 40 siti di immersione e una grande varietà di paesaggi da scoprire con escursioni diurne o notturne adatte a tutti i livelli.
Carlisle Bay, il porto naturale sul quale è affacciata la capitale Bridgetown, è stato dichiarato parco marino protetto. Sotto le sue acque si nascondono sette relitti di navi abbastanza vicini l’uno all’altro, che possono essere esplorati nel corso della stessa immersione: Berwyn, una nave francese della Prima Guerra Mondiale affondata da un U-boat tedesco nel 1919; Ce-Trek, utilizzata per il trasporto di cemento e naufragata nel 1986 che attira oggi una grande quantità di flora e fauna marina; Marion Wolf, un peschereccio di legno di cui rimane solo la chiglia; Eillon, nave da cargo affondata nel 1996 e visitabile anche all’interno; Bajan Queen, rimorchiatore degli anni ’60 poi riconvertito in “Party Boat” fino al 2002; il cargo canadese Cornwallis e la piccola chiatta Barge.
Uno dei più celebri siti di immersione dell’isola è il Folkestone Marine Park, situato al largo del villaggio di Fitts, sulla costa ovest. Il parco ospita il relitto della celebre nave Stavronikita affondata il 22 novembre 1978 fa e la cui profondità massima raggiunge i 130 piedi. Il relitto, ben conservato, è adatto per sub esperti che possono ammirare ai diversi livelli tante specie marine: dai coralli, sergenti maggiori e granchi del montante (a 20 piedi), fino a cernie, dentici, barracuda nella parte inferiore dell’albero maestro, e ancora fruste di mare, spugne e gorgonie, tartarughe Hawksbill, pesci istrice. Per una visita ancora più emozionante, è possibile spingersi negli interni del relitto.
Le navi da cargo Pamir e Friar’s Crag, sono i relitti più a nord dell’isola. Affondate entrambe nel 1985, le due navi gemelle hanno avuto una differente sorte: la prima, situata in un punto riparato non lontano dalla costa, è ancora miracolosamente intatta a differenza della seconda che è quasi completamente distrutta. Il ponte di Pamir è casa di anguille, pesci sergente maggiore e pesce rana, mentre il reef intorno è rifugio di pesci più piccoli, aragoste e cavallucci marini. I resti di Friars Craig, invece, sparsi lungo un miglio a ovest e a sud dell’isola, sono diventati habitat naturale di centinaia di tartarughe marine e razze.
Oltre a scoprire fondali e relitti di Barbados con immersioni diurne e notturne, presso i centri diving di Barbados si effettuano le emozionanti immersioni in corrente, nella costa sud, ad esempio nello spot Caribbee, dove è facile incontrare barracuda, razze aquila e tartarughe a partire già da 60 piedi di profondità.